domenica 6 aprile 2008

La Vita ed il Curriculum Vitae

Una poesia di Wisława Szymborska

Scrivere un curriculum

Che cos’è necessario?
È necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.

A prescindere da quanto si è vissuto
è bene che il curriculum sia breve.

È d’obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e malcerti ricordi in date fisse.

Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.

Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all’estero.
L’appartenenza a un che, ma senza perché.
Onorificenze senza motivazione.

Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.

Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.

Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.
Aggiungi una foto con l’orecchio in vista.
È la sua forma che conta, non ciò che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.

martedì 1 aprile 2008

Il coraggio, l'altruismo e la fantasia

A proposito di coraggio, una citazione pop da Francesco De Gregori, "La leva calcistica del "68":

"Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,un giocatore lo vedi dal coraggio,dall'altruismo e dalla fantasia".

Quanti buoni giocatori abbiamo in campo ? Senza preferenze l'elezione per i primi in lista non è nemmeno più un rigore da tirare, non c'è rischio, ed allora che bisogno c'è di altro ?

Un anno nella vita

Sto leggendo il libro di Pierluigi Celli "Un anno nella vita", Sellerio Editore. Ci sono molti spunti di riflessione e belle pagine. A proposito del post tutta la vita davanti c'è un capitolo intitolato "Istruzioni per l'uso ad un figlio che farà di testa sua".

Mi piace riportare un brano che sul web non mi pare sia ancora stato trascritto: " Il mondo dell'impresa è popolato di eunuchi, questo te lo devi mettere in testa, per non meravigliarti poi quando sbatterai la testa contro la loro ottusa difesa di una ortodossia senza santi nè vangeli.
L'eunuco è un martire della causa, ma che ha rinunciato ad usare la testa per averla in salvo, così che da un certo punto in poi, può tranquillamente prosperare ingrassando, pasciuto e soddisfatto. In azienda vale il detto evangelico chi perde la sua vita si salverà, nel senso letterale che sopravvivere è consentito a spese del vivere, e uno tanto più andrà avanti quanto meno celebrerà la sua autonomia" ... vale la pena di comprare il libro e leggersi il resto.

Speriamo che qualcuno voglia usare la testa, ma anche il cuore e che qualcuno abbia anche le palle per sfidare il conformismo perchè ci vuole un po' di follia ad avere fede e coraggio.


Tutta la vita davanti

Sono andato al cinema a vedere "Tutta la vita davanti" di Paolo Virzì. Nessun uomo fa una figura decente, solo le due donne più anziane e materne sono veramente positive. La protagonista, Marta, è brava, onesta ed agisce invece di piangersi addosso ma per sopravvivere deve controllare i suoi sentimenti, estraniarsi, come in guerra. Nel film non c'è speranza nella scuola, nell'impresa e nel sindacato. Si è soli come quando nel film vengono allontanati i "perdenti" ovvero quelli che non ce la fanno e nessuno ha il coraggio di ribellarsi perchè ha paura a sua volta di esser lasciato solo. Altro che scena "Capitano, mio capitano" de l"Attimo fuggente".

Siamo al fronte e non c'è pietà per nessuno. Pierluigi Celli ci illustra molto bene i mali nell'impresa (leggere le "Virtù deboli" Apogeo) e Francesco Alberoni (http://archiviostorico.corriere.it/2008/marzo/31/Quando_Paese_cede_alla_tentazione_co_9_080331023.shtml) scrive sul Corriere della Sera che ci stiamo arrendendo come paese Italia e come civiltà occidentale.

Dov'è il leader che ci farà alzare in piedi ? E sopratutto quanti sono pronti ad alzarsi in piedi ?